INTERNAZIONALE

GENERARE RICCHEZZA CIVICA ATTRAVERSO COMUNITÀ, IMPRENDITORIALITÀ E REGIMI DI SUPPORTO

 – Tom Lumpkin e Sophie Bacq

Essere generativi significa volere ed essere capaci di avviare iniziative sociali ed economiche di valore, altruistiche e relazionali che possano creare un’eredità a beneficio della società futura

(Giaccardi & Magatti, 2017).

L’efficacia della generatività sociale e l’innovazione che è in grado di generare dipendono fortemente dalla componente relazionale (Beckman et al., 2023), ma anche dalla intenzionalità nel collaborare per creare o ripristinare la stabilità sociale, economica e comunitaria (Haugh, 2007). Solo così è davvero possible generare ricchezza sociale o civica (come la definiscono Tom Lumpkin e Sophie Bacq, docenti di imprenditorialità sociale) stimolando la trasformazione, l’innovazione e la vivacità di una comunità (Lumpkin e Bacq, 2019).

La creazione di ricchezza civica (in inglese Civic Wealth Creation, CWC) sta ad indicare la generazione di un insieme duraturo di risorse sociali, economiche e comunitarie a beneficio delle comunità locali. In questo senso, la “ricchezza” è un qualcosa che va oltre la dimensione meramente economica (che forse è ciò a cui il termine stesso immediatamente rimanda). Infatti, sebbene inizialmente la possibilità di contare su risorse finanziarie sia fondamentale per innescare un cambiamento sociale, la sua sopravvivenza richiede che quella scintilla iniziale si evolva. Ciò è possibile solo attraverso la generazione di una ricchezza ulteriore, insita negli aspetti più immateriali che la caratterizzano che, intenzionalmente combinati con quelli materiali, possono costituire una base adatta alla generazione di quella che è la vera ricchezza civica. In altri termini, una comunità, per stare bene, non ha bisogno solo di sistemi economici e commerciali che funzionino e che garantiscano un uso efficiente delle risorse e l’autosufficienza finanziaria, ma anche di membri coesi ed attivi, che condividano una cultura comune e si sentano parte di uno stesso gruppo (ricchezza sociale e ricchezza comunitaria) (Alvord et al., 2004; Haugh, 2005).

Secondo Lumpkin e Bacq, la combinazione di questi aspetti richiede l’intersezione tra tre gruppi principali di attori, che sottendono l’intersezione di tre logiche di azione differenti (Lumpkin e Bacq, 2019). In primis, la comunità (logica di appartenenza e cittadinanza) che rappresenta il contesto civico (fisico o astratto) in cui viene affrontato un problema sociale ed in cui, quindi, scaturisce il cambiamento. Gli individui che fanno parte di tale contesto condividono norme, valori e credenze (Bollen & Hoyle, 1990), ma anche esperienze o interessi simili, indipendentemente dalla loro vicinanza fisica (Holland, 2012; Stewart, 2003) e sono generalmente animati da un senso di responsabilità che stimola la loro predisposizione alla partecipazione attiva alla vita comunitaria ed alla promozione del cambiamento (Berrone et al., 2016; Lumpkin et al., 2018; Lumpkin e Bacq, 2019). Da questo punto di vista, ritorna l’aspetto del protagonismo della comunità stessa, fondamentale per una migliore resa delle iniziative (in termini di impatto) (Tracey, 2005) e per il loro mantenimento. Valorizzare le intuizioni, le risorse e le competenze locali, attraverso un elevato coinvolgimento dei suoi membri, è fondamentale per promuovere il benessere collettivo e accrescere il capitale civico, ma anche per rafforzare il loro senso di responsabilità nella gestione della ricchezza generata, e stimolarli ad intraprendere nuove iniziative per crearne di ulteriore, ad esempio attraverso la nascita di nuove imprese (Bovaird, 2007). Di riflesso, questa intraprendenza può attivare più facilmente il supporto di sostenitori esterni (Lupton, 2012; Moyo, 2009), quali ONG, organizzazioni filantropiche, finanziatori di imprese sociali, governi, università e persino piattaforme di crowdfunding. L’insieme di questi attori forma la seconda categoria dei regimi di supporto (logica di influenza e controllo) che, attraverso diverse modalità e risorse, sono in grado, da un lato, di esercitare un’influenza esterna a favore delle iniziative di cambiamento sociale (Austin et al., 2006), di aggiungere legittimità e di garantire supervisione ed ordine (Stephan et al., 2016). Dall’altro, possono anche imporre un certo grado di controllo sulle questioni da prioritizzare, sulle modalità di sviluppo delle iniziative e sui meccanismi di monitoraggio dei risultati da esse generati (Barman, 2008; Chisolm, 1995). Come si accennava nelle righe introduttive, sebbene inizialmente le risorse esterne possano attivare i processi di cambiamento, la generazione di un’impatto generativo di tipo sociale, dipende spesso dalla capacità della comunità di sostenere finanziariamente tale cambiamento. È a questo punto che diventa cruciale fondere l’impegno della comunità e quello dei regimi di supporto con un’energia imprenditoriale (terza categoria) in grado sia di garantire la ricerca proattiva e l’implementazione di soluzioni economicamente efficienti e durevoli, che di rafforzare la legittimità e l’attrazione di risorse. Tale impegno può far leva sulle capacità e sulle intuizioni della comunità stessa e concretizzarsi nella creazione di diverse tipologie di imprese che siano in grado di generare risultati socialmente utili ma ottenuti attraverso il commercio basato sul mercato.

In definitiva, una società economicamente ricca, ma socialmente povera, non è necessariamente una società felice, così come non lo sono comunità coese ma poco imprenditoriali e finanziariamente autosufficienti. Il vero benessere si realizza solo quando queste tre logiche (comunità, imprenditorialità e regimi di supporto) si uniscono e danno vita ad opportunità generative di crescita condivisa, innescando un cambiamento duraturo che renda le comunità più solide, resilienti e creative.

Key references

Beckman, C. M., Rosen, J., Estrada-Miller, J., & Painter, G. (2023). The social innovation trap: Critical insights into an emerging field. Academy of Management Annals, 17(2), 684-709.
Giaccardi, C., & Magatti, M. (2017). Social generativity. Social Generativity: An Introduction.
Lumpkin, G. T., Bacq, S., & Pidduck, R. J. (2018). Where change happens: Focusing on community-level phenomena in social entrepreneurship research. Journal of Small Business Management, 56(1), 24–50.
Lumpkin, G. T., & Bacq, S. (2019). Civic wealth creation: A new view of stakeholder engagement and societal impact. Academy of Management Perspectives, 33(4), 383-404.

Angela Rizzo

Università degli studi di Milano-Bicocca

Immagine di Alessandro Sancino

Alessandro Sancino

Alessandro Sancino è Professore Ordinario in Economia Aziendale presso l'Università degli studi di Milano. Si occupa di strategia, management e governance pubblica ed innovazione sociale. Su questi temi ha pubblicato su alcune tra le riviste accademiche piu' importanti al mondo.