DOVE SIAMO?
Siamo a Padernello un piccolo borgo di 76 abitanti, frazione del Comune di Borgo San Giacomo. Siamo nella bassa, più bassa, della Bassa Bresciana. Una chiesa, quattro o cinque grandi cascine ed un castello medioevale abbandonato da più di quarant’anni. La situazione del maniero è molto precaria: nel 2002 si è aperto un grande squarcio sul lato destro del rivellino, con il crollo di una parte del tetto; nel cortile è tutto un bosco di piante e rovi, e le stanze sono molto rovinate. Il castello sembra destinato a scomparire in breve tempo. Siamo a Giugno 2005.

DA DOVE SI PARTE?
Si parte dal basso, da un gruppo di persone che,, unitamente al Comune vogliono salvare questo bene storico abbandonato e trasformarlo in un valore culturale per tutto il territorio.
Si parte dal pensiero: preparare un progetto completo del recupero del castello, con uno studio approfondito del suo riutilizzo, attraverso lo sviluppo di nove sotto-progetti, ciascuno con spazi identificati, responsabili di progetto dedicati, e relativi partner che possono aiutare a sostenerne i costi.
Si parte da una originale filosofia: salvare un castello pensando, credendo, che possa bastare la sola forza delle idee, e, da questo, costruire prima un gruppo, e poi una Fondazione, con la quale viaggiare su un doppio binario parallelo. Da una parte, i restauri conservativi e filologici; dall’altra, la creazione di un sistema culturale.
Si parte da un’idea ben precisa: tutte le cose si possono fare. Per fare questo, però, servono la forza, la competenza, la capacità, la passione, la perseveranza, la lungimiranza.
Si parte dai valori del mondo del Credito Cooperativo, dai principi cooperativi della mutualità senza fini di speculazione privata. Favorire la Comunità, il miglioramento delle condizioni economiche, sociali e culturali, la promozione della coesione sociale e dello sviluppo territoriale.
Si parte con i restauri. Siamo ai primi di gennaio del 2006.

QUALI SONO STATI GLI INGREDIENTI DI SUCCESSO DI QUESTA OPERAZIONE DI RESTAURO E RIUTILIZZO?
Proviamo a metterli in fila:
- sicuramente l’operazione di acquisto pubblico-privato del bene storico (51% Comune – 49% privati);
l’acquisto del bene in modo indiviso (nessuno ha parti identificate del castello); - la costituzione di una Fondazione di partecipazione per la gestione del castello (Ente pubblico di diritto privato – agisce sostanzialmente come un’impresa);
- la precisa e studiata scelta dei Soci Fondatori – valore fondamentale delle cinque Banche di Credito Cooperativo, della Cogeme Spa – società di servizi che rappresenta 70 Comuni;
- l’avere un progetto chiaro e definito di cosa dovesse diventare il Castello;
- la combinazione dell’organizzazione del Mercato della Terra Slow Food – idea per un borgo rurale;
- la prospettiva definita di non musealizzare il castello, con l’idea di renderlo un luogo di socialità e di Comunità, ovvero un bene comune;
la condivisione del progetto con le persone – con i soci sostenitori – oggi sono più di 1.500; - il passare dal solo volontariato, che rimane sempre fondamentale, alla creazione di una governance strutturata della Fondazione;
- la buona gestione, con utilizzo in amministrazione della prima nota. Costi e ricavi vengono rilevati in Fondazione e poi inviati al commercialista;
- il chiudere i bilanci con piccoli avanzi di gestione che permettono di rafforzare il Fondo di Dotazione;
- il lavorare con piani strategici quinquennali;
- il costruire relazioni con gli Enti Locali, Provinciali e Regionali;
- il creare una rete di donatori privati – Padernello &Friends – che sostengono i progetti con accordi triennali;
- le ottime relazioni con i ristoranti del Borgo di Padernello;
- visione e progettualità chiara per partecipare ai bandi, con precise e chiare rendicontazioni
- il definire un obiettivo – avviare l’operazione e portarla a termine;
- il ragionare e lavorare come un’impresa – culturale, sociale, ma un’impresa.

COME ABBIAMO IMMAGINATO IL PROCEDERE DEL PROGETTO?
Siamo partiti immaginando i primi cinque anni destinati ai restauri del castello, restauri inizialmente finanziati con mutui a tasso agevolato concessi dalle Banche di Credito cooperativo e poi, vista la grande partecipazione delle persone, attraverso una raccolta fondi. Infine, mediante i contributi che pervenivano dai bandi. Contestualmente abbiamo avviato le visite guidate al castello e l’organizzazione di eventi.
I secondi cinque anni sono stati destinati alla costruzione della governance della Fondazione, al rafforzamento del volontariato ed al procedere dei lavori di restauro, potenziando ulteriormente l’attività culturale e le visite guidate, sempre più organizzate e perfezionate. Per più di duecento giorni all’anno il castello è aperto con eventi culturali in corso.
Nei terzi cinque anni abbiamo capito che il castello non era più nel castello, ma oltre le sue mura. Abbiamo iniziato ad ideare la rifunzionalizzazione delle cascine del borgo, ormai in grande parte fatiscenti. Nasce quindi il progetto “Verso il borgo”, l’idea che il castello avrà lunga vita se contestualmente verrà restaurato il borgo, un borgo artigiano dove vengono create botteghe, attività e servizi.
I quarti cinque anni, oltre all’incremento delle visite guidate, degli eventi e delle manifestazioni, abbiamo messo a terra il progetto del borgo, grazie anche al grande contributo del bando Emblematico Maggiore di Fondazione Cariplo che ci ha permesso di creare nella Cascina Bassa, dopo averla ristrutturata. Parliamo di un hub per cinque attività artigiane: panificazione, norcineria, pelletteria, sartoria e restauro. Sono stati quindi avviati corsi per le varie attività artigiane ed iniziato a realizzare i primi prodotti delle scuole di norcineria e di pelletteria.
Il bando ci ha permesso, inoltre, di porre le basi per la costituzione della Comunità delle Terre Basse Bresciane, partendo dall’ampliamento della già esistente Associazione Comuni Terre Basse (da sette a quindici Comuni partecipanti) e mappando l’intero territorio, con i suoi beni storici, architettonici ed i luoghi naturalistici, al fine di creare progetti di turismo esperienziale, valoriale, di mobilità dolce.

QUALI SARANNO GLI SVILUPPIU DEL PROGETTO?
Il progetto del futuro della Fondazione è racchiuso nel piano strategico Laboratorio Padernello 2030 che prevede:
– il rafforzamento ed ampliamento del rapporto con la Comunità delle Terre Basse Bresciane al fine di arrivare nel 2027 alla creazione del GAL delle Terre Basse – Gruppo di Azione Locale – che permetterà di costruire progetti di area vasta ed intercettare fondi dalla Comunità Europea, tramite la Regione Lombardia, con possibilità di creare servizi, lavoro per i giovani e lotta allo spopolamento;
– il completamento del progetto del recupero del Castello attraverso la rinascita del parco adiacente sul lato ovest, con piante e fiori ed un viale che permetta un percorso completo attorno al castello;
– l’inserimento di Padernello nel Club dei Borghi più Belli d’Italia;
– il gemellaggio con il Comune di Polesine Zibello e con il suo Sindaco, lo chef stellato Massimo Spigaroli. Esporteremo il nostro modello del recupero del borgo Artigiano, attraverso le botteghe ed importeremo il suo modello di agricoltura a filiera chiusa. Costruiremo la possibilità di scambio di gruppi di giovani, anche stranieri, che hanno il desiderio di imparare attività artigiane, visitando luoghi veri e pernottando a Zibello nell’ostello ed a Padernello nelle camere restaurate nella Cascina Bassa dalla Fondazione;
– l’allargamento del valore della collaborazione con le cinque banche di Credito Cooperativo sviluppando la possibilità di creare a Padernello la Scuola Identitaria del Credito Cooperativo, in stretta collaborazione con Federcasse Nazionale;
– nell’ambito del progetto di Padernello borgo sostenibile, creare una CER – Comunità Energetica Rinnovabile – unitamente ai Comuni di Borgo San Giacomo, Quinzano d’Oglio e Villachiara, ad alcune parrocchie ed altri Enti di Terzo Settore per produrre insieme energia pulita e sostenere progetti sociali attivando una Comunità;
– l’ampliamento dell’attuale progetto “Per un albero in più”, sottoscritto con il Comune di Borgo San Giacomo alla presenza del botanico Stefano Mancuso, che prevede la piantumazione di almeno un albero per ogni cittadino. L’intento è quello di creare un bosco nei pressi di una Cascina e viali alberati che, partendo dalla zona industriale di Borgo San Giacomo arrivino al castello, creando sostanzialmente una via della bellezza e della sostenibilità.
– la trasformazione dei problemi dei piccoli Comuni in opportunità, attraverso il turismo, l’artigianato, l’agricoltura di prossimità, incentivando la ristrutturazione di luoghi abbandonati trasformandoli in residenze artistiche permettendo la creazione di un Festival di Comunità;
– la produzione a marchio Castello di Padernello di prodotti artigiani veri e relativa commercializzazione nei vari Comuni che aderiscono al progetto Terre Basse;
– l’ideazione di percorsi ciclo-pedonali che permettano la valorizzazione di tutti i luoghi dei Comuni aderenti all’Associazione Comuni delle Terre Basse. Definizione completa di un cammino denominato Cammino dei Martinengo.

IL PROGETTO È REPLICABILE?
Il progetto è certamente replicabile, ed in effetti abbiamo collaborato con molti enti e persone che, avendo intercettato il progetto, sono venuti a visitare il Castello ed a prendere visione e documentazione delle modalità adottare per il restauro, il recupero e il riutilizzo del ben storico come ben culturale e bene comune.
Ad esempio, Villa Zamboni di Valeggio sul Mincio; Rocca Brivio a San Giuliano Milanese; Castello di Inverigo (Villa Crivelli); Santuario la Stella di Gussago (Bs); Casino dei Boschi di Carrega a Sala Baganza (Parma); Associazione per Arsenale Verona; MAG Verona, e molti altri.

COME ABBIAMO FATTO TUTTO QUESTO?
Sognando con i piedi per terra! Ben radicati nella terra! Perché sognare, immaginare il futuro è indispensabile, ma coniugandolo strettamente alla capacità di fare e di essere impresa.
Concludendo vorrei dire che non bisogna essere felici per fare cose belle, ma bisogna fare cose belle per essere felici!!!
Per maggiori dettagli: www.castellodipadernello.it
Domenico Pedroni
Presidente della Fondazione Castello di Padernello ETS (Brescia)
















