(RI)GENERIAMO è una Società Benefit nata dalla collaborazione tra
la Cooperativa sociale Agricoltura Capodarco, l’Associazione Bricolage del Cuore,
l’impresa sociale ConVoi Lavoro, la Cooperativa Liberitutti, l’agenzia Abile Job,
la Cooperativa sociale La Paranza e Leroy Merlin Italia.
Cosa è il progetto “Cammini generativi”?
Cammini Generativi sono esperienze immersive nella natura che rigenerano le relazioni, aprono nuove visioni e attivano il cambiamento. Non è un semplice team building, non è una semplice formazione: è un percorso generativo, un’esplorazione condivisa, un’esperienza trasformativa. In linea con i valori ESG e l’Agenda 2030.

Quando, come e perché nasce? Che obiettivi si propone e chi di voi coinvolge?
Il progetto è nato nell’estate del 2024. Il tutto ha preso forma grazie alle esperienze personali di alcuni di noi, da una parte, e dal lavoro o meglio dal percorso che (RI)GENERIAMO, insieme a tanti preziosi compagni di viaggio, ha fatto in questi anni: aiutare a dare concretezza, a far atterrare nella vita quotidiana soprattutto professionale ma anche personale una serie di riflessioni, desideri, idee, volontà legati a un modo di fare impresa che sia autenticamente (ri)generativo. Ci eravamo accorti che mancava un’iniziativa di formazione sul campo, a contatto e immersi nella natura, mentre di solito se ne parla stando lontano dalla natura, nelle aule degli istituti di formazione o nelle stanze d’ufficio delle aziende. Ma non si può parlare di natura attraverso una slide. Bisogna riscoprire e vivere un contatto diretto con la natura, per stabilire una relazione. C’è anche un altro aspetto, cioè il fatto che il cammino nella natura permette di prendere altri tempi: abbandonare quelli frenetici in cui siamo troppo spesso rinchiusi, abbracciare quelli più estesi e accoglienti della meditazione. Per cui la nostra proposta non è quella di un’esperienza solo “parlata”, ma anche di un’esperienza di riflessione, di sguardo interiore ed esteriore allo stesso tempo.
Chi vede coinvolti?
Il progetto coinvolge in particolare il sottoscritto, e una serie di partner esterni che si avvicendano a seconda del luogo e della tipologia di “cammino”, quali il Consorzio Forestale del Canavese, o la narratrice e creatrice di favole Elisabetta Mauti.

Perché “generativi”? Quali sono le logiche che modellano e guidano i cammini?
Perché devono appunto generare. Che cosa? Una nuova relazione con la natura e l’ambiente, una nuova consapevolezza della possibilità di portare nel proprio lavoro una nuova visione, stimolando il cambiamento in sé e la trasformazione nella propria organizzazione.
In ultima istanza, il progetto propone soluzioni per generare valori positivi. Per le persone, per l’ambiente, per l’economia. Senza cadere, anzi evitando con cura, la mera “contabilizzazione” o “misurazione” di questi valori, che è il rischio che noi vediamo si sta correndo soprattutto nel mondo della sostenibilità e dei fattori ESG, quasi soffocato ormai dai discorsi su metodologie, standard, certificazioni e quant’altro.
Le logiche sono ispirate fortemente ai principi e concetti della sostenibilità, dell’impatto sociale, della generatività e dell’Economia Civile, che (RI)GENERIAMO, del resto, a posto a fondamento di tutta la sua attività, di ogni suo progetto. Il modello del progetto è quello del doppio percorso: uno fisico, attraverso la natura; uno narrativo e metaforico, proposto e guidato dalle “voci narranti” ma altamente partecipato e arricchito da ogni “camminatore” e dalla condivisione nel gruppo. A ciò aggiungiamo in particolare l’invito a riflettere sugli insegnamenti dell’Economia Vegetale: ispirandoci al mondo degli alberi, delle piante, possiamo imparare nuovi modelli di organizzazione, gestione, valutazione del lavoro e dell’economia. Anche perché la metafora fondata invece sul regno animale ha portato ai fallimenti che sono purtroppo sotto i nostri occhi.

A chi è destinato e perché la vostra attenzione si è focalizzata sulle imprese e sul management?
Cammini Generativi è una proposta per chi intende interpretare al meglio il proprio ruolo di soggetto “contributivo”, che agisce come moltiplicatore di impatto sociale e ambientale positivo oltre che economico. Si rivolge in primo luogo ai manager e ai professionisti d’impresa, in quanto attori protagonisti delle dinamiche economiche e che, in particolare, hanno la responsabilità di motivare le persone e le organizzazioni con cui lavorano condividendo visioni e valori. Ma anche agli enti pubblici, alle organizzazioni non profit, agli studenti. In generale, a tutti coloro che vogliono andare oltre le performance; a chi si prende cura; a chiunque sia alla ricerca del senso profondo con cui vivere e orientare il proprio operare quotidiano.

Cosa vedete accadere durante e alla fine dei Cammini?
C’è molta attenzione e partecipazione. Ma soprattutto c’è grande sorpresa. Specie quando le persone trovano il tempo non semplicemente di guardare ma di osservare la natura che ci circonda. Riflettendo sul modo in cui è organizzata, vive ed entra in relazione con noi, che ovviamente ne facciamo parte. Scoprendo che ci sono paralleli col nostro mondo, molto stimolanti e, appunto, sorprendenti. Alla fine dei cammini c’è di solito grande felicità per l’esperienza vissuta insieme ad altre persone. Certo, le persone al termine dei cammini sono a volte anche stanche. Ma non sono mai annoiate.

Ecco un breve video che racconta l’Open Day sui Cammini Generativi organizzato in Valchiusella con il Consorzio Forestale del Canavese e PEFC Italia, su cui è uscito questo bell’articolo su Avvenire.
Patrizia Cappelletti
Sono ricercatrice sociale presso il Centro di Ricerca ARC dell’Università Cattolica di Milano, dove da anni mi occupo di generatività sociale nelle organizzazioni. Svolgo attività di formazione e consulenza per soggetti pubblici e privati.

