Intervista a Sara Furlanetto e Yuri Basilicó
Va’ Sentiero è un’idea di viaggio basata sui concetti di scoperta, condivisione & circolarità. Con le nostre spedizioni esploriamo le Terre Alte e documentiamo i percorsi e i territori: raccogliamo dati tecnici, informazioni culturali ed enogastronomiche, produciamo foto e video per raccontare l’esperienza. Crediamo nell’interazione col territorio e nel coinvolgimento delle persone: chiunque può venire a camminare con noi e lungo i nostri cammini organizziamo eventi culturali con le realtà locali. Vogliamo favorire un turismo lento, stimolare l’economia e la consapevolezza ambientale delle aree interne.
Nel 2016, Yuri Basilicò incrocia per caso l’esistenza del Sentiero Italia. Le sue ricerche lo portano a scoprire che si tratta – lo affermava già la CNN nel 2012 – “di uno dei sentieri più lunghi del mondo in uno dei Paesi più belli del mondo”. Una meraviglia sconosciuta ai più.
La prima cosa che ho trovato nella mia ricerca è stato un articolo della CNN che stilava una top 10 dei più importanti sentieri al mondo e del Sentiero Italia parlava come del più grande dei grandi sentieri. Non c’era nient’altro, e io ho pensato: è paradossale! Un po’ sull’impulso del momento ho scritto due paginette di progetto. Mi sono immaginato una spedizione che percorresse questo sentiero, aggregando persone, facendo partecipare il pubblico a questo viaggio, con lo scopo di documentare il percorso, creando una guida ai territori, e che al contempo potesse anche essere un osservatorio sulle aree interne attraversate. Non che fosse solo un’avventura, ma che rispondesse a un ideale e a uno scopo pratico ben preciso.
Si può sprecare tanto talento?
Affascinato da questa storia, Yuri ne parla a due amici – Sara Furlanetto, studi in giornalismo fotografico, e Giacomo Riccobono, specializzato in marketing – con cui condivide la passione per il viaggio e la fantasia di sperimentarsi, Insieme decidono di progettare una grande spedizione che li porterà in oltre 2 anni – con una interruzione importante a causa del Covid-19 – a percorrere a piedi dalle Alpi Giulie fino a quelle Marittime, e poi verso Sud, lungo la dorsale appenninica, fino alla Sicilia e alla Sardegna, chiudendo un immaginario cerchio. Quasi 8.000 km.
“Quello che avevamo in mente era ambizioso: una spedizione di 8.000 km con un team capace di documentare segmenti tematici diversi dei territori, dalla documentazione visiva, video, alla documentazione tecnica dei percorsi, delle realtà resilienti, delle tradizioni, delle storie, dei dialetti…”
Inizialmente il progetto ottiene grande interesse ma poco supporto concreto dalle sfere amministrative e politiche più alte, anche se i ragazzi si propongono a tutti – dai più svariati Ministeri alle Regioni.
L’associazione l’abbiamo fondata nel 2017, mentre la partenza è stata a maggio del 2019. In quegli anni le nostre vite andavano avanti, io mi ero iscritta ad antropologia a Venezia e collaboravo con uno studio di design, i ragazzi lavoravano nel turismo. Abbiamo incominciato a fare rete con altre associazioni medio-grandi già attive nell’ambito della tutela ambientale e culturale, dal Touring Club alla rete di AMODO, per cominciare a parlare del progetto e renderlo più credibile. Abbiamo raccolto il patrocinio da tante associazioni e dalle Regioni. Ci siamo rivolti alle fondazioni e alle aziende private per raccogliere fondi. È stato un lavoro difficile. “Bello, bellissimo” – ci dicevano – “Diteci quando qualcun altro vi sostiene”.
MONTURA, azienda di abbigliamento tecnico con una grande spinta verso il sociale e il culturale, è la prima a crederci e a decidere di sostenere la spedizione. In mano non c’è ancora nulla. Solo un’idea. Grazie ad un successivo crowdfunding vengono raccolti i fondi che consentono alla spedizione di cominciare davvero.
Il primo maggio 2019 siamo partiti, eravamo 5 persone, poi il gruppo si è allargato nel tempo. Con noi viaggiava un furgone di supporto che ci era stato venduto a un prezzo stracciato dalla parrocchia di Castelfranco Veneto (il paese di Sara), per portare l’attrezzatura di scorta e avere un appoggio per tutte le persone che avrebbero camminato con noi… per gli imprevisti del caso. Avevamo previsto di concludere la spedizione in 2 anni, dal 2019 al 2020. Partenza dal Friuli attraverso l’arco alpino, da est a Ovest, passaggio sulla dorsale appenninica e arrivo a Visso, nelle Marche. A metà del Sentiero Italia. Questa prima tranche ha preso 7 mesi. Avremmo dovuto fermarci nei mesi invernali per poi ripartire a inizio marzo e proseguire verso Sud, superare lo stretto e attraversare Sicilia e Sardegna. Con il lock-down, nel 2020, abbiamo deciso di inserire un piccolo pezzo di cammino: due mesi tra Marche Abruzzo Molise e Puglia. Finalmente, nel 2021 abbiamo completato il Sud e le Isole. La voglia di comunità, il desiderio di poter riuscire a tornare a camminare nella natura ci ha fatto gioco.
Il format prevede la possibilità di aggregarsi alla spedizione in modo libero e gratuito (tutto è gestito in modo auto-organizzato), indipendentemente da età, esperienza e motivazione.
Noi abbiamo lanciato una formula partecipativa. Prima di partire, abbiamo pubblicato un calendario con un programma, aggiornandolo man mano, perché c’era la possibilità di imprevisti, ad esempio metereologici. Le persone si iscrivevano, segnando in quali tappe si sarebbero aggiunti. La loro logistica era più o meno autonoma. Noi cercavamo di dare informazioni su eventuali strutture: se c’era una palestra a disposizione, una parrocchia, un rifugio, e poi cercavamo di mediare. Chi si è aggregato spesso era giovane e neofita a questo genere di esperienza. Che era anche uno dei nostri obiettivi.
Si aderisce al percorso per riscoprire la bellezza della montagna. Per lasciarsi meravigliare da panorami larghi e imponenti. Per respirare nuovamente aria pulita. Per vivere alcuni giorni in semplicità e ritrovare un po’ di benessere. Ma c’è anche dell’altro.
Molti dichiarano di essere attratti dalla compagnia (andare per monti in solitaria può diventare pericoloso). Nel cammino, ci si conosce. Si dialoga. Nascono amicizie e amori. Si impara, insieme, a superare distanze e altezze, a campeggiare ovunque si trovi rifugio. Non ultimo, si riportano le aree montane nel proprio orizzonte, quale spazio di possibilità da custodire e tutelare. Da continuare a far vivere.
Quello che cerchiamo di spingere è l’idea di utilizzare il cammino in una dimensione comunitaria, per aprire lo sguardo di chi viene con noi… Ancora oggi molte persone vedono la montagna come un parco giochi o come spazio finalizzato puramente al proprio benessere. Vedo crescere la consapevolezza della montagna come luogo in cui vivere e lavorare. Una ragazza di Napoli che ha camminato con noi recentemente mi ha detto: “Alle Europee voterò un signore che si sta impegnando molto per far rivivere l’entroterra e devo ringraziare Va’ Sentiero perché mi ha avvicinato a questa sensibilità…”
“Ci piace molto il fatto che non sia solo uno stare insieme, ma un dare significato a questo tempo. Sublimarlo. Generare qualcosa. Non solo mi ricarico interiormente, mi rifaccio gli occhi, respiro aria pulita – che è già molto – ma porto qualcosa, metto un contenuto.”
Il cammino non resta un puro evento. Diventa esperienza. La conoscenza acquisita si apre come un ventaglio ricchissimo e si dispiega al plurale, diventando geografica, ambientale, fisica, tecnica, ma anche culturale, linguistica, antropologica, e condivisa, non solo tra chi ha già fatto il percorso ma anche a chi – in un virtuale passaggio di testimone – si cimenterà domani.
Oggi, a percorso completato, cosa rimane della spedizione sul Sentiero Italia?
● Un sito internet che contiene una guida digitale completa all’intero percorso, tecnica e culturale, bilingue: www.vasentiero.org
● Una mostra fotografica itinerante, sullo stato attuale delle Terre Alte
● Un libro ispirazionale edito da Rizzoli: disponibile in libreria, il volume propone una selezione di 25 itinerari dal Sentiero Italia. Gli autori avvisano: non si tratta di una guida tecnica ma di un atlante sparso e ispirazionale delle Terre Alte, illustrate da magnifiche immagini e mappe.
Al contempo Va’ Sentiero continua a costruire nuovi progetti di viaggio e documentazione su nuovi sentieri delle montagne italiane, come sul Cammino Naturale dei Parchi (tra Lazio e Abruzzo) o il Sentiero della Pace in Trentino. Molto altro è però in preparazione. Il desiderio di Yuri e Sara è di proporre il format in altre regioni montuose – i Balcani, i Carpazi, i Pirenei – illuminando aree bellissime che rischiano di restare marginali, e per sperimentare la contaminazione transfrontaliera sulle buone pratiche in ambito di Aree Interne.
In fondo, camminare insieme ad altri si conferma, come spesso è accaduto nella storia, un’azione dal sapore politico quando riesce a mobilitare pensieri e risorse e a farsi strumento di discussione intorno a temi che riguardano la conoscenza e la tutela dell’ambiente.
“Ci piacerebbe tanto che questa cosa della spedizione andasse avanti, 1 mese all’anno, con un festival che si rinnova, oltre ai confini d’Italia e andare avanti con altre persone… Questo è il mio sogno. Se un giorno Va’ Sentiero camminerà con altre gambe vuol dire che è sopravvissuto a chi lo ha creato dimostrando di essere una buona idea anche per altri.”
Va' Sentiero Social Media
Sara Furlanetto
Sono Sara Furlanetto, nata a Castelfranco Veneto nel 1993. Ho studiato fotogiornalismo e antropologia. Da giovane studentessa avevo l’ambizione di viaggiare lontano per toccare temi caldi, con l’interesse per l’esotico, poi la spedizione sul Sentiero Italia mi ha fatto cambiare prospettiva e mi ha messo di fronte alla possibilità di utilizzare lo strumento fotografico per temi più vicini che prima non conoscevo. Il mio contributo nel progetto è stato di documentazione fotografica dell’esperienza che abbiamo vissuto e delle realtà che abbiamo intercettato, e nella conduzione della comunicazione digitale.
Yuri Basilico'
Sono Yuri Basilicò, mezzo milanese e mezzo siciliano, classe 1987. Sono laureato in Relazioni internazionali, un percorso formativo diverso da quello che oggi è la mia professione, di guida e project manager. Il progetto sul Sentiero Italia è arrivato in modo casuale: è stato un banco di nebbia improvviso a modificare il corso degli eventi personali.









