La teoria della generatività (Giaccardi & Magatti, 2014) fornisce un riferimento antropologico, filosofico e comportamentale rispetto alla vita personale in relazione con le persone, l’ambiente, le organizzazioni e il tempo e può applicarsi a diversi livelli e ambiti di analisi. Tale teoria sta ricevendo una crescente attenzione a livello mondiale (ad es. Magatti, 2019) ed è significativo come stia ispirando anche studiosi di fama internazionale che si occupano di governance pubblica, tra cui Chris Ansell, professore a Berkeley, con i suoi studi sulle piattaforme pubbliche (ad es. Ansell & Miura, 2020), e Jacob Torfing che ha recentemente coniato il concetto di “generative governance” (ad es. Torfing et al., 2019).
Jacob Torfing è un professore di politica e istituzioni e ricopre il ruolo di direttore della ricerca presso la Roskilde School of Governance, un centro di ricerca in scienze politiche e amministrazione pubblica situato presso il dipartimento di scienze sociali e business all’Università di Roskilde in Danimarca.
Il Professor Torfing è tra le tre persone più citate al mondo sul tema della governance pubblica ed i suoi interessi di ricerca comprendono le riforme del settore pubblico, la governance delle reti, l’innovazione collaborativa, la leadership politica interattiva e la gestione dell’innovazione. Partecipa attivamente a diversi progetti di ricerca che si concentrano sulla co-creazione di soluzioni innovative per problemi sociali complessi e sull’analisi dell’influenza della leadership e del design istituzionale sulla collaborazione (Roskilde University, n.d.).
Recentemente ha definito la governance generativa come “ “la capacità del settore pubblico di promuovere e supportare interazioni tra attori distribuiti coinvolti in processi emergenti di collaborazione, apprendimento e innovazione, dove il concetto di governance generativa ci permette di ripensare il settore pubblico come un’organizzazione di piattaforme che, invece di cercare di risolvere problemi complessi e turbolenti utilizzando solo le proprie risorse, crea arene collaborative coinvolgendo attori pubblici e privati nella co-creazione” (Torfing, 2024). La baseline concettuale si basa sulla teoria della “politica deliberativa” (ad es. Fung, 2006), la quale valuta gli input provenienti dall’ambiente e li integra attraverso un approccio “interattivo” che coinvolge attori pubblici, cittadini e/o stakeholders privati con vari gradi di relazione e tramite diversi possibili processi partecipativi.
Questo approccio apre spazi per nuovi ruoli manageriali in tutte le organizzazioni orientate al valore sociale, pubblico e condiviso che sono interessate a condurre processi complessi e trasversali di co-creazione, attraverso quello che definiamo “coordinamento relazionale” volto ad abbattere i silos di conoscenza e a generare congiuntamente valore per affrontare insieme problemi e/o opportunità sociali.
Sembra paradossale accostare la teoria della generatività alle organizzazioni pubbliche che vengono sovente sovrapposte alla modalità organizzativa di tipo burocratico, che certamente ne rappresenta larga parte, sebbene occorra riconoscere che la burocrazia sia un modello organizzativo presente in molte organizzazioni e non solo pubbliche, come banche e grandi imprese. Tuttavia, se la generatività economica (non sociale) viene sfruttata oggi giorno da molte grandi imprese che usano un modello di business a piattaforma, è dunque lecito ed anche doveroso, in una logica di valore condiviso e pubblico, chiedersi come anche le organizzazioni pubbliche possano utilizzare la teoria e logiche della generatività in chiave di governance pubblica (ad es. Minervini, 2016), potenzialmente ideando, abilitando e gestendo piattaforme pubbliche. Le teorie esistenti della governance pubblica riconoscono infatti l’importanza della risoluzione collaborativa dei problemi, ma non comprendono a pieno il ruolo che il settore pubblico può svolgere nel promuoverla (Torfing et al., 2019).
Il concetto di governance generativa può quindi ispirare ricerche e pratiche che individuino i suoi meccanismi, l’impatto sulla società, le conseguenze amministrative e le implicazioni normative, economiche, politiche e sociali. Il management pubblico in Italia si trova in una fase cruciale. Dopo l’istituzionalizzazione delle riforme orientate verso un modello aziendale condotte negli anni ’90, l’attuale contesto sociale, culturale, economico e politico richiede un’ulteriore evoluzione per evitare il rischio di burocratismo manageriale nelle amministrazioni pubbliche, un rischio le cui esternalità negative ricadono anche su altre organizzazioni e sul sistema Paese più in generale. Invece, la governance pubblica generativa, ad esempio informando e guidando una nuova relazione tra amministrazioni pubbliche e organizzazioni dell’economia sociale, si presenta come una soluzione nuova e un promettente cambio di paradigma nelle relazioni tra attori economici per la generazione di valore condiviso e pubblico (Magatti, 2017; Sancino, 2022).
In conclusione, coniugando il pensiero del Professor Magatti e del Professor Torfing, si puo’ affermare che la generatività sociale è la teoria che ispira la pratica della co-creazione come soluzione amministrativa messa in campo dalle amministrazioni pubbliche, specialmente quelle locali (IFEL/ANCI, 2022), per rispondere a problemi e sfide sociali, generando valore condiviso e pubblico attraverso l’identificazione di opportunità per azioni generative da parte di attori diversi che convergono su obiettivi di interesse condiviso e pubblico (Sancino et al, 2023).
Per approfondire queste idee si possono consultare i video successivi in cui il Professor Torfing illustra la co-creazione come strategia di governance pubblica.
