GENERAZIONI

Generazione Lavoro come promuovere lo sviluppo locale attraverso i giovani

INTRODUZIONE

La Sicilia, con la sua ricca storia e cultura uniche, è un luogo di incredibile bellezza e potenziale. Tuttavia, le ricerche socio-economiche che ogni anno ne esaminano i dati demografici e socio economici, ne evidenziano le criticità: massiccia emigrazione dei giovani, soprattutto laureati, PIL che fatica a crescere al passo del resto d’Italia, investimenti sotto la media nazionale, etc.

Un territorio che si trova quindi spesso ad affrontare ostacoli significativi nel suo percorso verso lo sviluppo economico e sociale sostenibile.

Le difficoltà nell’avviare e far crescere organizzazione ed in particolare imprese sociali nel sud, e in particolare in aree periferiche, sono molteplici e complesse, spaziando dalla mancanza di infrastrutture alle sfide burocratiche e culturali, dalla mancanza di capitale umano alle difficoltà nel costruire alleanze e cooperazione.

Tuttavia, da alcune esperienze, come da quella che raccontiamo in questo articolo, emergono segnali di speranza che attraverso la costruzione di processi operativi che si ispirano al paradigma della generatività sociale sono riuscite a creare cambiamento e sviluppo locale, partendo dai giovani.

Si tratta di approcci operativi che promuovono alleanze ibride per il bene comune, che trasferiscono potere ai giovani, favoriscono la partecipazione della comunità, incoraggiano la sostenibilità, e hanno dimostrato di essere efficaci nel superare le barriere che impediscono lo sviluppo economico e sociale nelle aree del sud, contribuendo così a promuovere azioni di sviluppo locale.

Uno degli elementi di maggior valore nell’esperienza che raccontiamo è la capacità di costruire alleanze di reti corti locali e reti lunghe extra locali valorizzando il legittimo interesse di tutti gli stakeholder coinvolti.

Beehive: un esempio di organizzazione generata e diventata generativa

Spazio di lavoro condiviso, palestra relazionale, incubatore di comunità. Nel cuore del centro storico di Trapani a pochi passi dal mare, nel 2021 nasce Beehive uno luogo per attrarre aziende e lavoratori da remoto, trapanesi e non, sparsi per l’Italia.

Ma Beehive è prima di tutto una cooperativa sociale fondata da tre giovani siciliani.

Sergio Parisi, che insieme con Giuseppe Rizzo e Gianfranco Incandela è tra i fondatori insiste sul valore del presidio di comunità: «ognuno di noi ha esperienze di volontariato alle spalle, non amiamo definirlo spazio di co-working, ma un luogo delle relazioni».

Beehive è molto di più di un semplice coworking. Si tratta di un’impresa sociale che agisce come catalizzatore per lo sviluppo locale: attira aziende nell’ambito dei servizi di consulenza nel settore STEM (science, technology, engineering and mathematics) da tutta Italia, le aiuta ad aprire una sede operativa a Trapani e genera opportunità di lavoro “buono e giusto” per giovani sia con profili junior (neodiplomati e neolaureati) sia senior. 

Questo processo genera un duplice impatto: da un lato, crea nuovi posti di lavoro e colma il divario tra domanda e offerta di lavoro; dall’altro, offre ai giovani siciliani la possibilità di rimanere, lavorare e costruire una vita nella propria terra di origine ma attirando aziende da fuori regione.

A rendere possibile questa sperimentazione a Trapani è stata una alleanza vasta tra una molteplicità di soggetti privati dove il ruolo di pivot è stato esercitato dalla  Fondazione Comunitaria di Agrigento Trapani. Un’alleanza che ha visto da un lato una comunità di reti corti locali e dall’altro reti lunghe extralocali. Il lavoro giovanile rappresenta infatti una delle questioni più urgenti da affrontare nel sud Italia poiché la cifra drammatica che fa capo alla disoccupazione ed al fenomeno dei NEET (Not in Education, Employment or Training) interpella tutti in maniera forte e diretta. Gli interventi di accompagnamento e sostegno alle imprese giovanili socialmente responsabili hanno consentito quindi alla Fondazione di Comunità di sviluppare un ruolo strategico nei sistemi territoriali, facilitando progettualità comunitarie di sistema su cui far convergere risorse e competenze locali ed extra locali. E il sostegno destinato alla nascita e allo sviluppo di Beehive ha permesso già di raggiungere due importanti risultati: da una parte è stato avviato un ecosistema privato volto alla promozione dell’impatto socio-economico derivante dal fenomeno del South-Working; dall’altra è stato messa in campo una formula di accompagnamento all’impresa sociale, ai giovani del territorio e alla comunità trapanese.

Ma ciò che stupisce, in considerazione della complessità del territorio e delle analisi socio economiche che evidenziano un continuo depauperamento del Meridione (sia in termini di capitale sociale che economico) è che questa sperimentazione si collochi nella dimensione dell’intersogettività della generatività sociale, ovvero la capacità di mobilitare, coinvolgere e capacitare altri a prendere parte e proseguire l’iniziativa generativa.

Infatti, Beehive, da organizzazione desiderata, messa al mondo, e curata è diventata a sua volta organizzazione che attraverso la formazione e l’accompagnamento all’imprenditorialità giovanile e locale – in particolare mantenendo il focus sulla consulenza nei settori del digitale e del tecnologico – si sta prendendo cura di un territorio aiutando altri giovani imprenditori e mettere al mondo altri progetti d’impresa e storiche imprese locali ad innovarsi.

La dimensione intersoggettiva della Generatività Sociale

Nel lavoro di questi anni fatto da Beehive a Trapani vi è una evidente correlazione tra la generazione di opportunità lavorative e lo sviluppo locale di un territorio, con particolare attenzione all’attrattivà e alla “restanza” dei giovani talenti grazie al south working. In questo caso una situazione organizzativa del lavoro imposta dall’emergenza sanitaria legata al Covid che ha reso possibile per molti giovani la possibilità di lavorare da remoto in località del Sud Italia, è diventata una leva per attrarre e trattenere questi giovani talenti dell’ambito digitale e tecnologico, far arrivare a Trapani nuove aziende extralocali che hanno generato nuove opportunità di lavoro, favorire la circolazione di conoscenze e la contaminazione di esperienze anche tra diverse generazioni che sta contaminando anche le imprese locali. Il successo dell’esperienza di Beehive lega molto del suo impatto sociale sulla capacità di coinvolgere e attivare una rete di attori locali. La sinergia con la Fondazione Comunitaria di Agrigento e Trapani e l’accoglienza negli spazi messi a disposizione dalla Diocesi di Trapani sono state fondamentali per la realizzazione del progetto. Il coworking diventa quindi un luogo di incontro e di scambio, non solo per i professionisti che vi lavorano, ma anche per l’intera comunità. Si concretizza quindi la dimensione relazionale della generatività sociale, ovvero la capacità di mobilitare, coinvolgere e capacitare altri a prendere parte e proseguire l’iniziativa generativa. Il caso di Beehive dimostra come la generazione di opportunità lavorative sia strettamente correlata allo sviluppo locale di un territorio. L’impresa sociale, attraverso il south working e l’interazione tra generazioni e organizzazioni diverse, ha attivato un processo di generatività sociale che ha portato benefici economici, sociali e culturali alla comunità di Trapani. Il modello di Beehive può essere replicato in altri contesti, contribuendo a ridurre il divario tra le generazioni e a creare nuove opportunità per i più giovani.

Immagine di Giuseppe La Rocca

Giuseppe La Rocca

Collabora come consulente in sviluppo e innovazione sociale con Fondazione Poetica ed altri enti del terzo settore. Ha fondato la Fondazione Comunitaria di Agrigento e Trapani di cui oggi ne è Consigliere. Ha una esperienza pluriennale nell'ideazione e gestione di progetti e programmi di sviluppo locale nell’ambito del terzo settore e nello start-up e management di fondazioni ed imprese sociali.